UNA DEDICA A CHI DEVE SMETTERE DI ESSERE CODARDO SPACCIANDOSI PER SAGGIO

BETTY
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Solo una citazione da Eduardo De Filippo, Il sindaco del rione Sanità :

” Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa. Quando riconosce un errore commesso se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze e non cerca scuse. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura. “

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BUON NATALE ad onesti e corrotti

025         Dimentichiamoci che venga votato in Parlamento un decreto anti-corruzione. Come al solito – come sempre – bisogna aspettare che i vari procedimenti penali del Sig. Berlusconi arrivino a conclusione in modo che un’eventuale nuova Legge si applichi ai casi successivi alla sua data di approvazione. Questo è lo SCAMBIO. Ma non vale solo per B., ovviamente. Troppi sono gli amministratori locali e nazionali implicati in episodi gravi di corruzione.

Ma anche quando il disegno di Legge verrà presentato in Parlamento, aspettiamoci che sia molto annacquato, come al solito, come sempre.

Nel frattempo sollazziamoci con i racconti dei traffici degli amici di ” Roma Capitale ” o ” terra di mezzo ” che dir si voglia e con i tanti episodi di cronaca nera che occupano le prime pagine dei giornali scritti e televisivi. Dall’omicidio del piccolo Loris – una nuova Cogne – ai vari mariti e fidanzati che sparano e accoltellano mogli e figli come mangiare un panettone.

E buon Natale a tutti. Occupati, inoccupati, disoccupati, cassintegrati, pensionati, sindacalisti, professionisti, politici, ricchi e poveri, laureati, diplomati, cervelli in fuga, colf e badanti italiane e ucraine, saltimbanchi e ballerine, attori, cantanti, giornalisti scrittori e conduttori, intellettuali e tuttologi di ogni paese e religione.

L’EUROPA dei fondatori e quella degli ‘S-fondatori ‘

betti45.wordpress.com

Visualizza 20141121_114743.jpg in una presentazione  Stamattatina si parlava, alla radio, di una nuova fiction che sarà trasmessa nei prossimi giorni sulla figura di Altiero Spinelli, uno dei Padri Fondatori dell’Europa unita voluta, progettata e non del tutto ancora realizzata, a partire dal secondo dopoguerra. Oggi, più che mai, si parla di fallimento del progetto europeo. Di incapacità, da parte dei politici e burocrati di Brussel, di promuovere una vera crescita dell’Europa ormai a 28 e di volere salvaguardare soltanto gli interessi di banchieri e finanzieri. Sicuramente c’è un po’ di verità in quest’accusa ma, secondo me, anche tanta miopia e incapacità di cogliere, sia da parte dei cittadini, sia da parte dei politici, la grandissima sfida lanciata da coloro che, circa 60 anni fa, hanno avuto la lungimiranza di capire che il futuro di Paesi che per secoli si sono fatti la guerra e sono stati teatro di massacri che non hanno nulla da invidiare…

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UN PENSIERO A PROPOSITO DI DONNE

014IL  Il 25 Novembre si è deciso di ricordare le donne e le violenze  psicologiche e fisiche che troppo spesso subiscono da parte dei loro stessi compagni oppure nell’ambiente del lavoro. Purtroppo, bisogna ammetterlo, l’educazione che le stesse donne trasmettono alle loro figlie porta queste ultime ad accettare situazioni e rapporti in cui è implicita l’accondiscendenza rispetto a comportamenti che subdolamente sono improntati al comando e alla sottomissione. Spesso le donne sono educate fin da bambine ad accettare l’appiattimento su comportamenti che negano la loro personalità per paura di perdere l’àncora che le lega a situazioni che vengono fatte percepire come le uniche sicure e protettive.

A questo proposito, in risposta ad un blog che seguo e che si occupa proprio di donne, di rapporto uomo/donna così come si è stratificato nella storia, di educazione e molti altri argomenti assai interessanti, ho scritto questo pensiero richiamandomi alla mia stessa esperienza di figlia.

” Le madri che ci hanno educati a essere vili, a chinare la testa,  a desiderare i privilegi altrui, a non saper dire una parola amorevole pensando basti sottintenderla, a non guardarci dentro per cogliere il dolore di vivere e la forza che serve per trasformarsi interiormente. Ecco, questa è stata mia madre e la madre di tanti. Forse ciò che ci ha resi incapaci di desiderare davvero una concreta trasformazione del mondo che può nascere solo da una rivoluzione interiore”.

E’ tutto. Grazie

La Repubblica.it – News in tempo reale – Le notizie e i video di politica, cronaca, economia, sport

BETTY
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M5s, processo a due dissidentiGrillo: “Si tengono lo stipendio”

viaLa Repubblica.it – News in tempo reale – Le notizie e i video di politica, cronaca, economia, sport.

Signori sostenitori dei 5Stelle. Vi rendete conto che qui si parla di ” DISSIDENTI ” ?

Non so voi, ma io ho sentito usare questo termine solo in un contesto e cioè nei regimi totalitari.

Il prossimo passo sarebbe? Creare i ” campi di lavoro ” e internare chi dissente?

Non mi sembra di dover commentare oltre.

CAMBIAMENTO O SCONTRO SOCIALE?

Desperate uinemployed
AaDesperate uinemployed

Credo che il prezzo degli scandali regionali sia stato abbondantemente pagato alle elezioni di domenica. Alcune riflessioni in proposito. Se io, a 40 anni, fossi Presidente del Consiglio e Segretario del maggior partito italiano, sarei un po’ infastidita se quotidianamente fossi messa in croce per uno sfascio del Paese perseguito consapevolmente e diabolicamente dalle generazioni di politici che mi hanno preceduto.

Prima considerazione: da molte settimane l’informazione ci martella con notizie e immagini di un’Italia sempre più povera e quasi in preda ad una nuova ‘ lotta di classe ‘. Immagini di quartieri periferici – e non solo – in cui vivono accampati promiscuamente italiani impoveriti, immigrati, rom, masse di gente che occupano case altrui, operai che protestano nelle piazze, famiglie che dormono in scantinati al di sotto del limite della decenza, bambini mal nutriti, ecc. I programmi televisivi, ogni giorno a tutte le ore, ci inchiodano a questa disperante realtà.

Seconda considerazione : non mi capita quasi mai di vedere servizi in cui si descrive o si  filma qualche colloquio di ragazzi nelle agenzie per il lavoro interinale o nei centri per l’impiego. Raramente si parla di donne che, dopo i 40 anni, non vengono neanche più chiamate a fare colloqui, a meno che non abbiano maturato esperienze molto specialistiche in qualche settore. Altrettanto raramente – direi mai – si parla di donne che, al contrario, sono riuscite a realizzare pienamente i loro progetti di vita. Ancor meno si parla di ciò che in Italia funziona e che andrebbe preso a modello per tutto il resto. Alcuni centri di ricerca d’eccellenza, centri di cura e assistenza per anziani, Università in cui, nonostante la mancanza di fondi, si fa ricerca e insegnamento seriamente, ragazzi che si distinguono a livello nazionale e internazionale in discipline artistiche o sportive, gente onesta che lavora senza frodare il fisco e che pensa di vivere in una società civile e non in una giungla dove il più furbo ha la meglio e molto altro ancora.

Sembra un’Italia spaccata in due ma, chissà perché, l’informazione insiste solo su alcune poche cose, sempre quelle, le peggiori. Non mi meraviglia, di conseguenza,  – essendo in Italia la TV il principale mezzo d’informazione, ahimè – che la gente sia sempre più incattivita, anche quella che non è a contatto quotidiano con le situazioni più drammatiche.

Sembra – dico sembra – che ci sia un subdolo interesse a creare spaccature, a orientare in un certo senso, a sviluppare antipatie che in poco tempo si trasformano in odio, a indirizzare il discorso verso l’attacco sempre e comunque contro gli ultimi arrivati al Governo, dimenticando un po’ troppo in fretta cosa ci hanno lasciato quelli venuti prima, di solito in prima fila a puntare il dito contro.

Un esempio lampante è il successo che sta riscuotendo ultimamente il segretario della Lega Nord Salvini. Io non mi sono scordata degli sperperi scandalosi della Regione Lombardia a guida leghista. Del fatto che i 3/4 dei suoi Consiglieri siano sotto inchiesta per uso privato di soldi pubblici. Non mi sono scordata del fatto che leghisti e berlusconiani siano andati a braccetto per circa 20 anni spartendosi poltrone e facendosi leggi elettorali a uso e consumo privato. La stessa Presidenza regionale leghista è frutto proprio di un accordo fra le due parti suddette. Mi chiedo dunque dove nasca la fiducia in un personaggio che specula sulla miseria della gente e aizza italiani contro immigrati, così come fasce di lavoratori contro altre, alimentando uno scontro sociale di cui non si sentiva la mancanza.

E’ vero. Questo Governo sta trascurando troppo il dramma di una povertà sempre più in crescita in Italia. Anche gli 80 euro sono una misura demagogica.I senza lavoro o i bassi redditi non li percepiscono.Tante problematiche non sono ancora state toccate. Ma io vedo che ogni volta che questo Renzi ultimo arrivato prova a sfiorare l’idea di andare a intaccare qualche realtà incancrenita da decenni, qualche interesse di singole categorie, qualche regola o statuto che hanno origini in realtà non più esistenti, insomma, quando prova a lanciare qualche idea affinché qualcosa cominci a muoversi, ecco che si rifà strada qualche vecchio o nuovo demagogo che con la scusa del Paese in crisi, in realtà nulla vuole che cambi.

E’ da  sempre così in Italia.Si aspetta l’UOMO NUOVO che ci conduca verso un destino migliore, lo sviluppo e la prosperità ma si è subito pronti a farsi ipnotizzare dalle sirene dell’urlatore di turno che sa stuzzicare gli umori della pancia ma non le ragioni della testa.

Quando la crisi morde è molto difficile sollevarsi un po’ dalla propria situazione individuale o di categoria e capire che cercare scontri, spaccature per difendere solo il proprio cortile, non solo non fa progredire il Paese, ma porta tutti noi in una situazione di stallo in cui nessun cambiamento è più possibile proprio perché si è alimentato deliberatamente solo lo scontro.

Ma, ancora una volta, perché questo? Non sarà che alimentare scontri – e oggi più che mai non mancano gli argomenti – è molto più semplice che non ragionare su soluzioni?

BETTY
BETTY

L’EUROPA dei fondatori e quella degli ‘S-fondatori ‘

Visualizza 20141121_114743.jpg in una presentazione  Stamattatina si parlava, alla radio, di una nuova fiction che sarà trasmessa nei prossimi giorni sulla figura di Altiero Spinelli, uno dei Padri Fondatori dell’Europa unita voluta, progettata e non del tutto ancora realizzata, a partire dal secondo dopoguerra. Oggi, più che mai, si parla di fallimento del progetto europeo. Di incapacità, da parte dei politici e burocrati di Brussel, di promuovere una vera crescita dell’Europa ormai a 28 e di volere salvaguardare soltanto gli interessi di banchieri e finanzieri. Sicuramente c’è un po’ di verità in quest’accusa ma, secondo me, anche tanta miopia e incapacità di cogliere, sia da parte dei cittadini, sia da parte dei politici, la grandissima sfida lanciata da coloro che, circa 60 anni fa, hanno avuto la lungimiranza di capire che il futuro di Paesi che per secoli si sono fatti la guerra e sono stati teatro di massacri che non hanno nulla da invidiare a quelli che accadono oggi in ogni parte del mondo, non poteva essere altro che un destino comune da costruire insieme. Si dimentica troppo facilmente che l’Europa Unita ha finalmente significato assenza di guerre e, perciò stesso, la possibilità ancora non capita e non sfruttata pienamente di diventare cittadini che condividono un destino e una storia costruiti nei secoli e che affondano in una cultura che ci ha resi esempi massimi di civiltà nel mondo. Basti pensare alla tradizione del pensiero giuridico e costituzionale presa a modello per esempio dagli Stati Uniti.

Circolano, di questi tempi, un po’ troppi demagoghi che, con il pretesto della crisi economica, sfruttano il malessere delle persone per promuovere idee per me assurde e fuori dal tempo e dalla storia circa la necessità di uscire dal ‘progetto europeo’ e addirittura dall’Euro. Estremisti di ogni genere come sono a mio avviso leghisti e pentastellati non a caso si trovano d’accordo nel sostenere tali assurdità. Non un progetto costruttivo ho mai sentito uscire dai loro discorsi; solo distruzione dell’esistente. E questi sarebbero i ‘ rinnovatori ‘ del Paese. Mi piacerebbe che ci spiegassero come l’Italia potrebbe risolvere il problema gigantesco del debito pubblico se tornassimo alla nostra vecchia lira. Come pagheremmo gli interessi a banche e fondi di tutto il mondo che detengono titoli del nostro debito. E questo vale per qualunque altro Paese che fa parte dell’Unione. Come pagherebbe, chi ha un mutuo, le rate alla banca? Forse ci servirebbe un mezzo stipendio per fare il pieno di benzina? O per pagare la bolletta della luce e del gas, visto che l’Italia importa queste risorse? Mahhh…e sono solo alcuni piccoli esempi.

Ma, al di là delle faccende quotidiane però ahimè assai concrete, ciò che manca totalmente dai discorsi di certa gente – politici come cittadini – è ciò che ho tentato di dire in un altro mio post di qualche settimana fa ( 26 OTT. ) e che ho intitolato non a caso VISIONI. Senza un progetto da portare avanti le liti quotidiane sugli aghi nei pagliai non mi sembra possano portare lontano.

Io non so quale sia l’alternativa all’appoggio a questo Governo. Non vedo visioni paragonabili a quelle avute da persone come A. Spinelli. Ma non vedo neanche molto meno da parte di chi si oppone a tutto sempre e comunque. Vedo solo resistenze, muri, un uso strumentale e demagogico del disagio delle persone per far sì che nulla cambi. Non riesco nemmeno a capire chi, all’interno dello stesso Governo, si oppone in nome della difesa di princìpi e valori che essi soli ritengono di rappresentare. Ma si sbagliano. Io mi ritengo di sinistra e non mi sento rappresentata da chi si richiama costantemente a realtà che non hanno più a che fare con i problemi giganteschi in cui affondiamo. Il lavoro, l’immigrazione, le guerre, la povertà crescente, le risorse del pianeta ecc non possono più essere affrontati rimanendo nel nostro piccolo cortile. Questo, purtroppo, non è capito anche da moltissimi cittadini che si lamentano di tutto ma non s’informano e si lasciano stiracchiare da una parte all’altra dal demagogo di turno.

Non appoggio Renzi perché mi è simpatico e ha 40 anni ma perché ha il coraggio di proporre delle spaccature. Sono invece infastidita dal constatare che chi, per il nome e il simbolo che porta, dovrebbe voler innovare e riformare, al contrario si mette sempre contro, non vuole andare avanti, si attacca al fatto che qualche industriale o finanziere vota Renzi e quindi qualunque cosa da lui proposta sarebbe di destra e contro chi lavora. Mi sembra un modo assurdo di ragionare. Vorrei vedere progetti di lungo respiro per l’Italia e per l’Europa e un gruppo di persone con il coraggio di portarli avanti. Se manca questo, secondo me non c’è più speranza per questo nostro Paese. E possono pure scannarsi per questo o quel codicillo o articolo ma continueremo a rimanere in un pantano

CENTRI SOCIALI E SINDACATO. SARAN MICA D’ACCORDO?

Qualcuno ha capito contro o per che cosa manifestano i centri sociali? Da qualche settimana sono rispuntati come funghi all’improvviso dopo una stagione umida in molte città. Oggi anche a Parma in concomitanza con la visita del Presidente del Consiglio. Già vent’anni fa, quando facevo l’Università, non capivo bene perché per mesi e mesi non potessi frequentare lezioni e fare esami perché il cortile e le aule di Scienze Politiche si erano trasformati improvvisamente in luoghi di bivacco per gente mai vista durante l’anno a frequentare una qualunque ora di lezione. Oggi a Bologna come a Milano come a Torino o nella stessa mia città, Parma, eccoli di nuovo. ( a Bologna, da vent’anni, un’aula della mia vecchia e cara Facoltà è occupata da gente ch144e praticamente ci vive e organizza feste per racimolare due soldi per la disperazione di chi vive nei paraggi ).

Parallelamente il grande sindacato CGIL, insieme alla CISL, indice uno sciopero generale per il prossimo 12 dicembre. Saran mica d’accordo? Ovviamente è una battuta ma mi chiedo perché coloro che si ritengono i duri e puri della sinistra facciano a gara per rivendicare non si sa bene che cosa se non il fatto che tutto, ma proprio tutto, non cambi mai. Da molte settimane la Signora Camusso concede interviste a TV e giornali rivendicando di essere l’unica rappresentante delle istanze dei lavoratori. Ma signora mia, ci sono tante di quelle migliaia di persone che vorrebbero entrare a far parte della categoria dei lavoratori e che di lei non sanno che cosa farsene, che neanche se lo immagina! Mi sembrava che essere di sinistra volesse dire interpretare le esigenze di cambiamento dei tanti e non di una sola categoria. Che volesse dire voler riformare la politica e l’economia – ma non solo queste – partendo da un’analisi dei mutamenti concreti che via via si producono nella società. Non pensavo significasse andare in piazza a urlare qualche slogan per accaparrarsi il sostegno di chi è sempre e comunque contro. Ma contro a cosa? mi chiedo. Non dico che  questo Governo sia pieno di menti eccelse ma mi sembra che qualche elemento di novità trovi la volontà di essere portato fuori. Non è infatti un caso che ogni cosa proposta venga sistematicamente contestata, soprattutto quando si tratta di provare a cambiare radicalmente l’approccio a certi temi delicati che per decenni si sono incancreniti in uno sterile status quo. Proviamo ad avere un minimo di pazienza e vedere se questi benedetti provvedimenti che riguardano il mercato del lavoro produrranno qualche effetto? Proviamo a non pensare solamente ad operai metalmeccanici e pensionati ma anche ai tantissimi ragazzi e ragazze che non riescono a farsi assumere o ad aprire una piccola attività in proprio? Proviamo a non distruggere sul nascere un progetto che non vuole essere necessariamente di sinistra o di destra ma vuole cercare di affrontare le situazioni pur commettendo a volte sbagli grossolani come, a mio parere, il provvedimento degli 80 euro dati a chi già ha e per nulla a chi non ha. Proviamo a non perder tempo a intentare cause per fini solo demagogici del tipo il tal Ministro ha preso un volo di Stato per tornare da non so quale manifestazione. Perché i moralmente puri 5Stelle ancora una volta si distinguono per non avere altra iniziativa che non sia quella di contare i chilometri percorsi o fare il conto degli scontrini del tabaccaio. Provate, signori veramente di sinistra del PD, a non fare una gara a chi distrugge per primo il vostro stesso partito? Perché anche voi, cari signori, non si capisce davvero un bel niente che cosa volete. Non fate nemmeno in tempo ad arrivare al Governo che subito vi vien voglia di andarvene. Il bello è che ci riuscite sempre! Per favore, stavolta non usate i problemi della gente per farci ritrovare governati da personaggi come il leghista Salvini che trova terreno fertile nelle vostre indecisioni o da altri che pensano che mettere un ‘mi piace’ sotto un post sia segno di democrazia compiuta.